“Sekiro: Shadows Die Twice”: una storia di cappa e katana

sekiro - esterno

Quando il nostro pensiero vola libero sui petali dei ciliegi portati dal vento, sfiora il monte Fuji mentre nell’aria si diffondono le dolci note di uno shamisen allora è molto probabile che la nostra mente ci ha portato nella terra del Sol Levante, il Giappone.

Un Paese estremamente moderno e tecnologicamente avanzato, ma pieno di storia e cultura che convivono con una modernità sempre più galoppante ed in rapida espansione.

Se da una parte si rispettano ancora alcune cerimonie tradizionali, come il recarsi ai templi per pregare e lasciare i biglietti propiziatori, dall’altra si può navigare a migliaia di Megabyte al secondo direttamente dal proprio smartphone.

Il mito del samurai

Quando si parla di tradizione nipponica non può certo mancare l’imponente figura del samurai, armato della fida katana e wakizashi e protetto da una minacciosa armatura, un guerriero e filosofo dedito all’arte della guerra e completamente devoto al codice d’onore ed al suo padrone.

Fulgido esempio di chi fu in grado di unire abilità guerriera e scrittura fu Miyamoto Musashi considerato il più grande spadaccino giapponese di sempre.

In caso di morte del padrone o sfiduciato da quest’ultimo, il samurai era ufficialmente un ronin senza ingaggio e caduto in disgrazia. Proprio da questo personaggio nasce l’ultimo titolo di casa From Software ovvero “Sekiro: Shadows Die Twice”.

“Sekiro: Shadows Die Twice” in poche parole

Siamo verso la fine del periodo Sengoku, praticamente il medioevo giapponese descritto anche in “Inuyasha”, ed una violenta guerra sta scuotendo l’intera isola.

Il clan Ashina è prossimo alla sconfitta, ma vuole rapire l’Erede Divino il cui sangue permette la resurrezione per cambiare le sorti dello scontro. È in questo conflitto che vestiamo i panni di un guerriero creduto morto dopo lo scontro con un samurai del clan Ashina.

Gravemente ferito ad un braccio, ormai sostituito da una protesi meccanica da un misterioso busshi, il nostro eroe è pronto a recuperare l’Erede Divino e farla pagare ai suoi nemici. Il suo nuovo nome diventa dunque “Sekiro” che vuol dire “lupo senza braccio”.

Con la sua affilatissima katana ed il braccio modificato, Sekiro dovrà quindi sfidare tonnellate di nemici mistici, non sempre umani, dedicarsi alle missioni secondarie ed esplorare i misteri di un Giappone medievale.

sekiro - interno

La perla d’oriente di From Software

Il titolo, già disponibile per PC, Xbox One e PS4 oltre che in formato digitale, ha già fatto un record di vendite nelle classifiche, soprattutto in quella inglese spodestando “Tom Clancy’s The Division 2” e “FIFA 19”, e si è già distinto per la sua difficoltà di gioco che non ha minimamente intaccato le caratteristiche tecniche.

Non per niente From Software, oltre ai vari capitoli di “King’s Field” ed “Armored Core”, ha anche prodotto titoli famosissimi per la loro difficoltà come “Dark Souls” e “Bloodborne” e che hanno fatto scagliare i joypad di migliaia di gamer.

Preparatevi anche qui a ostacoli e nemici veramente tosti e degni di questo nome, complice il sofisticato sistema di combattimento, unito ad una grafica spettacolare ed una trama che riserva infinite sorprese. Armatevi di pazienza e ricordate che le ombre muoiono due volte.

SEKIRO: Shadows Die Twice - PlayStation 4
  • In Sekiro: Shadows Die Twice vestirai i panni di...