Rich Communication Services: i vecchi SMS diventano 2.0

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Erano i primi anni Novanta quando, sui cellulari dell’allora nuova generazione, comparve una nuova funzione. Al contrario dei telefoni portatili degli anni Ottanta, pesanti e con scarsa autonomia, i nuovi telefonini erano in grado di mandare dei messaggi ad altri numeri presenti in rubrica.

Si trattava dunque degli SMS, acronimo di Short Message Service e chiamati anche “messaggini”, che hanno influenzato più di una generazione creando tutto un nuovo modo di comunicare. Vero e proprio simbolo di una cultura pop sempre più tecnologica soppiantarono le vecchie lettere ed i telegrammi in toto mantenendo però la forma della classicissima busta.

Spadroneggiando per tutti gli anni Novanta, gli SMS hanno poi conosciuto un declino verso la fine degli anni Duemila quando comparvero i nuovi servizi di messaggistica come, ad esempio, WhatsApp e Telegram.

Senza dover pagare nulla, un SMS costava comunque una decina di centesimi circa, queste nuove applicazioni si sono dimostrate molto più ricche di funzioni oltre che al limite del gratuito.

Rich Communication Services: il ritorno degli SMS con Google

Recentemente Google ha deciso di sfidare i colossi della messaggistica WhatsApp e Telegram con un nuovo protocollo denominato Rich Communicatin Services (RCS) in grado di far diventare i messaggini dei veri e propri SMS 2.0.

Come una notifica, anche sui social network, Google intende dunque far sì che si possa inviare immagini e video. Al momento in fase di test in Francia (ricordiamo patria di Iliad) e Regno Unito, il servizio RCS potrebbe essere la risposta che Google stava cercando da anni.

Un metodo tutto suo di comunicare senza distanziarsi troppo dagli standard a cui le persone sono già abituate (possibilità di inviare contenuti multimediali in maniera gratuita), ma cercando comunque di superare app e social network.

Tale servizio si chiamerà infatti Chat e sarà la nuova killer application, almeno stando ai piani del colosso di Mountain View, dei dispositivi Android.

Nonostante servizi di posta elettronica come Gmail e localizzazione come Google Maps, la famosa azienda statunitense non era riuscita a sfondare in questo versante della comunicazione, ma ora le carte in tavola potrebbero cambiare in maniera drastica “sconvolgendo” le attuali regole di gioco!

Sanaz Ahari, manager di Android Messages, si è detta sicura che questa sia la strategia giusta quindi ora bisognerà solo aspettare i dati dei test provenienti da Regno Unito e Francia.

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I limiti del sistema Rich Communication Services

Per quanto belli e funzionali sembrino, anche questi nuovissimi SMS 2.0 sembrano presentare già qualche limite che potrebbe comprometterne il futuro.

Come ben noto a Mark Zuckerberg di Facebook la privacy è importante ed un suo intaccamento può comportare migliaia di utenti che si cancellano e cause da milioni di dollari.

Al pari del giovane CEO americano, anche Google non sembra aver posto eccessiva attenzione sulla crittografia end – to – end che è invece uno standard per le app di messaggistica che si è imposto di “sconfiggere”.

Si spera che a tale mancanza venga posto rimedio perché una falla del genere in un sistema non è proprio una cosa che i consumatori saranno disposti a dimenticare tanto presto.

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