Lucio Battisti: torna alla scalata delle classifiche digitali

lucio battisti

È una fredda mattina di quasi autunno quella del nove settembre 1998 quando, in tutta Italia, viene diffusa la notizia della morte del cantautore Lucio Battisti in un ospedale di Milano.

Un nome che era strettamente legato a quello di Mogol, pseudonimo di Giulio Rapetti, famoso paroliere e produttore discografico che può vantare collaborazioni artistiche con Mango, Caterina Caselli, Equipe 84, Dik Dik e così via.

Lucio Battisti: vita da cantautore

Lucio Battisti nasce a Poggio Bustone (Rieti) il 5 marzo del 1943 e si avvicina al mondo della musica grazie ad una chitarra regalatagli dai genitori in occasione della sua promozione scolastica.

Tra le maggiori influenze musicali del giovane Battisti ci sono artisti e gruppi del calibro di Ray Charles, Beatles, Bob Dylan e tanti altri ancora che hanno contraddistinto il sound di più di una generazione.

Dopo il conseguimento del diploma Battisti fa un patto con il padre e prova a guadagnarsi da vivere con la musica suonando con I Mattatori ed i Campioni.

A metà degli anni Sessanta arriva il tanto sospirato successo grazie all’incontro con Mogol ed all’incisione dei primi singoli come ad esempio la famosissima “29 settembre”.

Il sodalizio artistico tra il cantautore ed il paroliere si tradurrà in una collaborazione lunga ben dodici album, il rapporto termina verso la fine degli anni Settanta per divergenze musicali, con una serie di canzoni che vengono ricordate ancora oggi con affetto. O forse no?

“29 settembre”: Battisti è su Internet

Come la celeberrima canzone, a fine settembre, le canzoni contenute nei dodici dischi realizzati dalla coppia artistica Battisti – Mogol sono state finalmente messe a disposizione del grande pubblico del web.

Spotify, Deezer, Apple Music e tante altre ancora sono le piattaforme dove risuona il “canto libero” di Battisti. Canto accompagnato da grandi successi come “Balla Linda”, “Emozioni”, “Una donna per amico”, “I giardini di marzo”, “La canzone del sole”, “Dieci ragazze”, “Non è Francesca”, “Acqua azzurra, acqua chiara”, “Mi ritorni in mente” e così via che hanno fatto da colonna sonora ai falò sulla spiaggia di tanti estate italiane.

Un modo davvero moderno e tecnologico per ricordare il grande cantautore di Poggio Bustone a 21 anni dalla sua scomparsa. Ovviamente i figli della generazione degli anni Sessanta, ma anche molti trentenni di adesso, ricordano e cantano ancora i pezzi di Battisti, ma se dovessimo chiederlo ai ventenni?

In molti hanno affermato di non conoscerlo bene ed hanno trovato le sue canzoni un po’ banali e non adatte al giorno d’oggi pur riconoscendone il valore artistico.

Finalmente, dopo anni di battaglie legali tra Mogol e Grazia Letizia Veronese, i brani di Battisti ritornano a dominare le classifiche (questa volta digitali) che hanno registrato centinaia di migliaia di ascolti in streaming.

Su Spotify più di una dozzina di sue canzoni sono infatti entrate nella Top 200 ed è stata la stessa sezione italiana della celebre piattaforma a dichiarare che “dopo più di vent’anni dalla sua scomparsa, Battisti è tornato a vivere attraverso le sue canzoni e noi di Spotify siamo orgogliosi di rendergli onore, facendolo conoscere alle nuove generazioni e riportando indietro nel tempo chi invece non l’ha mai dimenticato”.

Masters (4Cd)
  • Battisti Lucio, Masters (4Cd)
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