BTS: K-pop oltre ogni record

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Anche chi non segue assiduamente la vasta scena musicale del mondo ricorderà che, solo pochi anni fa, dalla Corea del Sud arrivò un vero e proprio inno in stile K – pop. Il brano in questione era “Gangnam Style” di PSY, all’anagrafe Park Jae-sang, che ha voluto omaggiare così uno dei quartieri più popolari della natia Seul. La canzone si caratterizzava, oltre che per l’umorismo tipico di PSY ed il suo ritmo forsennato, dalla coreografia che è stata oggetto di flash mob e “cover” praticamente in ogni angolo del mondo. Va poi ricordato che questo video musicale è stato il primo a superare il miliardo di visualizzazioni su YouTube mantenendo tale record “intatto” fino alla comparsa di altri singoli fortunatissimi come “See you again” di Wiz Khalifa e Charlie Puth, un omaggio al compianto attore Paul Walker della saga di “Fast & Furious”, ed il “tormentone” per eccellenza, “Despacito” di Luis Fonsi e Daddy Yankee. Altrettanto recentemente la capitale sudcoreana ha visto la nascita di un altro fenomeno nel 2013 che, in pochi anni, ha già superato il record di PSY. Stiamo parlando dei BTS, sigla che sta per Bangtan Sonyeondan ovvero “ragazzi a prova di proiettile”, idol boy band composta da RM, Jin, Suga, J-Hope, Park Ji-min, V e Jeon Jung-kook.

K-Pop e numeri da record

Con i loro video da centinaia di milioni di visualizzazioni, va ricordata anche la collaborazione con Steve Aoki, i BTS hanno letteralmente travolto gli hashtag ed i trend topic di Twitter entrando nel Guinness dei Primati di quest’anno proprio per queste centinaia di migliaia di tweet ed interazioni. I loro tweet, dal primo gennaio al 20 settembre 2018, hanno superato il miliardo e mezzo battendo quelli sommati assieme di altri nomi sacri del pop come Lady Gaga, Ariana Grande e Katy Perry. Nomi che non hanno certo bisogno di presentazioni ed i cui numeri di vendite e visualizzazioni parlano praticamente da soli! A fine ottobre dello stesso anno Moon Jae – In, l’attuale Presidente della Corea del Sud, ha conferito a questi sette artisti un’onorificenza per aver contribuito alla diffusione della cultura sudcoreana nel mondo grazie alla loro musica. Tutto questo è stato reso possibile grazie, ovviamente, alla potenza del web unita alla loro esibizione ai Melon Music Awards.

Con soli sei album, un film, alcune colonne sonore, attività filantropiche ed una manciata di singoli, raccolte ed EP, questi giovanissimi ragazzi poco più che ventenni hanno già scalato le classifiche con un’ondata di colori, ritornelli e melodie che mischiano sapientemente moderno e classico oltre che Oriente e Occidente. Questa è la prova lampante che il fenomeno K-pop, al pari di quello di boy e girl band degli anni ’90 come Backstreet Boys e Spice Girls, è destinato ad espandersi sempre più travalicando i confini del Paese natio. Sempre più band e artisti orientali dunque si piazzeranno accanto a quelli più “blasonati” provenienti dal Vecchio e Nuovo Continente. Quindi tenete d’occhio gli hashtag su Twitter, gli ultimi video di tendenza su YouTube, le classifiche di Billboard e “anyoung”.

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