M87: lo scatto all’ignoto

buco nero - esterno

L’Universo e tutto ciò che contiene è uno dei misteri più fitti ed imperscrutabili, dell’Universo per l’appunto, che ha sempre affascinato l’uomo sin dai suoi albori sulla Terra.

Dagli uomini primitivi che guardavano le stelle ed i corpi celesti come divinità, ai greci che tessevano miti ed enunciavano i primissimi principi di astronomia, ai grandi pensatori con i loro telescopi, fino alle più moderne spedizioni nello spazio profondo, tutto ciò che gravita al di fuori del nostro piccolo pianeta ha sempre destato stupore e meraviglia.

Ci sono altre forme di vita oltre a noi? L’uomo andrà mai a vivere nello spazio? Quali altri pianeti esistono e come sono fatti? Queste sono solo alcune delle domande che l’umanità si sta ponendo da veramente tanto tempo.

buco nero - interno

I buchi neri e M87

Tra le tante domande c’era, usiamo il passato per un motivo ben preciso, anche com’è fatto un buco nero. Un tema particolarmente caro al compianto e geniale professor Stephen Hawking (1942 – 2018) oltre che alla comunità scientifica internazionale.

Ma cos’è esattamente un buco nero? La Treccani risponde così “corpo celeste, avente un campo gravitazionale così intenso da non lasciare sfuggire né materia, né radiazione elettromagnetica” […] “Poiché il buco nero non può essere rivelato direttamente, la sua presenza può essere evinta dal moto di altri corpi celesti nelle vicinanze”.

Questa è una definizione che ora tutte le enciclopedie del mondo dovranno correggere visto che il recente annuncio del team di Event Horizon Telescope (EHT) ha svelato al mondo la prima fotografia in assoluto di un buco nero.

M87, direzione galassia Virgo A., è infatti un buco nero grande circa 7 miliardi di volte in più del Sole. Attorno ad esso del plasma di colore simile alla lava fornisce a questo corpo celeste l’aspetto inquietante di un grande occhio, ovviamente il fan de “Il Signore degli Anelli” si sono già scatenati su Internet, che emette radiazioni.

Un buco nero che si è fatto attendere per ben due anni dopo centinaia di migliaia di anni luce nello spazio ed un numero incalcolabile di dati elaborati durante le ricerche attorno a Sagittarius A*, al centro della Via Lattea, oltre che al già citato M87.

Le conseguenze di M87

In sostanza ora si ha la certezza matematica che i buchi neri esistono e sono ben visibili, con questa fotografia non ci sono più scuse, e che anche il geniale Albert Einstein aveva ragione.

Il famoso fisico e matematico tedesco e naturalizzato statunitense aveva infatti già enunciato, nella sua teoria sulla relatività generale, che un buco nero fosse un grande disco scuro con attorno un anello luminoso.

Il passo successivo ora, oltre a continuare le ricerche su Sagittarius A*, è capire come procedere perché si ha praticamente scattato una foto all’infinito ed all’ignoto. Che cosa c’è oltre M87? Esistono altri piani dell’esistenza? Come si collegano con le onde gravitazionali e la meccanica quantistica?

Ulteriori domande che necessitano ora più che mai di una risposta. Davvero un grande giorno per l’astronomia! Tutto questo si deve solo alla geniale mente della matematica Katie Bouman, chissà che cosa ci riserverà anche lei per il futuro.

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